Era il 1975 quando in negozio ricevemmo la chiamata di un signore che si identificò come il fido collaboratore di un famoso regista. ” A parlare è Massimo Bedetti all'epoca al timone dell'azienda di famiglia. Erano gli anni delle rivolte sociali e dei cambiamenti politici: raccontati sul grande schermo in maniera magistrale dai registi del cinema italiano che hanno reso celebre il nostro Paese nel mondo.

“Mi ricordo quel giorno avevamo da poco aperto il negozio, quando si presentò alla porta un giovane dal fare distinto, che si qualificò come l'assistente personale di Luchino Visconti, il celebre cineasta, detto anche il conte rosso del cinema italiano".

All'epoca il regista - che si era trasferito nella Capitale nel 1939 - viveva in un grande appartamento al Fleming dopo aver lasciato la sua magnifica villa sulla Salaria.

“L'assistente scelse un decina di orologi, quasi tutti Rolex, e mi invitò l'indomani insieme ad un mio collaboratore a portarli di persona al Maestro.”[...] “ Arrivai nella casa e notai subito che le persiane erano completamente abbassate. Centinaie di candele la illuminvano ed era adornata in ogni suo ambiente da vasi pieni di fiori vivaci. Il regista, indossava una morbida vestaglia rossa e un foulard con stampa fantasia al collo e con fare gentile ci fece accomodare mentre seduto in poltrona visionava la merce.”

Il regista del Gattopardo e di Senso era un vero e proprio esteta. Colto e amante della vera bellezza era elegante nel pensare, nel vivere e nel lavorare.

“Mi ricordo il suo sguardo magnetico - prosegue Bedetti - , che emanava forza e severità morale, nonostante nel fisico fosse provato, ed al contempo una dolcezza infinita. Un incontro bello, senza molte parole. Che resta comunque un momento indimenticabile, che ha segnato la nostra storia. La nostra famiglia - conclude Bedetti - è lieta di aver contribuito ad aver donato attimi di felicità ad un artista che ha reso grande l'Italia.”