Caricare l'orologio è un'abitudine che per molti purtroppo è ormai quasi del tutto sconosciuta. La diffusione degli orologi al quarzo ha rischiato infatti di mandare in pensione per sempre questo gesto considerato dagli appassionati un vero e proprio rito. Dalla metà del 1700 molti sono stati tanti gli orologiai alla ricerca di un sistema meccanico che sostituisse la carica manuale. Da questi studi nacque il meccanismo di carica automatica come oggi lo conosciamo di cui gli artefici furono Abraham-Louis Perrelet (1729-1826) e Abraham-Louis Breguet che brevetto nel 1801 lo scappamento a tourbillon. Ma solo grazie al primo automatico da polso - brevettato nel 1924 e in vendita dal 1926 - di John Harwood, orologiaio dell'isola di Man, si ebbe la diffusione dell'automatico. La prima realizzazione regolare ed efficace con un vero e proprio impiego industriale è stata però quella della Rolex con il sistema Perpetual del 1931.

Per capire come funziona questo meccanismo è necessario sapere cosa succede quando si carica un orologio. Il rumore che emette un orologio meccanico durante questa operazione ricorda i giocattoli a molla dell'infanzia. Il principio infatti è lo stesso solo che la carica avviene grazie all'oscillazione provocata dal movimento del braccio di chi lo indossa e non attraverso una chiave a molla. Ma come fare quando si possiedono più orologi?

Un orologio automatico se non viene indossato si ferma e ogni volta si deve regolare l'ora e la data: un'operazione complicata specie sugli orologi con il calendario perpetuo. Da questa esigenza nascono le scatole del tempo (Watch Winders) generalmente in legno con dei portaorologi che vengono ruotati da un motorino in modo da mantenere la carica degli orologi automatici ed evitando l'usura della corona e delle assi.

Una delle società italiane specializzate è la "Scatola del Tempo" nata dalla passione di un collezionista Sandro Colarieti che alla ricerca di un porta orologi all'altezza dei suoi orologi non trovando nulla di adeguato decise di realizzarlo da solo.

Il primo prototipo denominato 1RT fu il capostipite di una lunga serie ed utilizzato dalle più grandi case d'orologeria Svizzera. La rotazione della scatola può essere in senso orario o antiorario e alternato e simula l'oscillazione del braccio. Strutturate per adattarsi alla totalità degli orologi oggi ne esistono di tutti i tipi e forme e permettono anche l'alloggio in casseforti e il viaggio senza shock.

Passateci a trovare in negozio, lo staff Bedetti sarà a vostra completa disposizione per aiutarvi a scegliere il vostro prossimo orologio da custodire.